24 novembre 2012

Il diritto di curare


A maggio il congresso dei deputati spagnolo approvó il Real Decreto Legge sulle misure urgenti da adottare per garantire la sostenibilitá del Sistema Nazionale di Salute, fra cui l'esclusione degli immigrati irregolari dall'assistenza sanitaria. Médicos del Mundo fa un appello all'obiezione del personale sanitario. Il decreto infatti implica importanti problemi etici per i professionisti della Sanitá. "Non permetteró che criteri d'etá, malattia o invaliditá, credo religioso, origine etnica, sesso, nazionalitá, appartenenza politica, razza, orientamento sessuale, classe sociale o qualsiasi altro fattore si interpongano fra i miei doveri ed i miei pazienti" (Dichiarazione di Ginevra del 1948 proposta dall'Associazione Medica Mondiale  come alternativa al giuramento d'Ippocrate). La dichiarazione di Lisbona dell'AMM sui Diritti del Paziente afferma: "quando la legislazione, le misure governative o qualsiasi altra Istituzione nega questi diritti al paziente, il personale medico deve trovare la maniera appropriata per assicurarli e ristabilirli". Rispetto all'esclusione dall'assistenza sanitaria per gli immigrati irregolari che prevede il decreto, Médicos del Mundo invita il personale sanitario a far valere il diritto alla resistenza individuale e collettiva e all'obiezione di coscienza a favore dell'assistenza sanitaria per tutte le persone che la richiedano indipendentemente dalla loro situazione amministrativa. Ad ogni modo otto comunitá autonome continueranno ad offrire l'assistenza sanitaria agli immigrati irregolari anche se alcune adotteranno delle restrizioni. In Italia, l'assistenza a questi cittadini viene garantita mediante il rilascio di un tesserino con il codice S.T.P. (Stranieri Temporaneamente Presenti). Quest'ultimo si ottiene negli uffici delle Asl o degli ospedali pubblici ed è valido su tutto il territorio nazionale. Il rilascio è subordinato ad una dichiarazione di indigenza rilasciata dallo straniero. Non è necessario esibire un documento di identità, ma è sufficiente una dichiarazione delle proprie generalità. Il tesserino S.T.P. in genere ha una validità di sei mesi ed è rinnovabile in caso di permanenza dello straniero sul territorio nazionale.

DERECHO A CURAR.ORG                                      SANITÁ IN GOCCE



22 novembre 2012

Por ser niña


Tutte le bambine hanno diritto al libero accesso all’educazione, peró esistono 39 milioni di bambine fra gli 11 e i 15 anni che non frequentano la scuola. Il rapporto “Por ser niña” del 2012 si preoccupa in particolar modo di verificare cosa accade alle bambine quando raggiungono l’adolescenza. Durante questa fase della vita il loro ruolo domestico e riproduttivo comincia a prevalere a spese dell’apprendimento scolastico. Nonostante si raggiunga la paritá globale nel momento dell’iscrizione alla scuola primaria, la percentuale di bambine che la terminano é minore rispetto a quella dei loro coetanei maschi. La pressione determinata dalla povertá e dalla discriminazione fanno in modo che le bambine abbandonino la scuola per aiutare in casa, perché le famiglie non riconoscono il valore dell’educazione, perché nelle scuole sono spesso soggette a violenze, perché rimangono incinta o si sposano, perché le scuole sono troppo lontane ed i genitori ritengono che questo metterebbe in pericolo sia le figlie che la loro reputazione. Una nuova iniziativa mondiale assume come prioritario proteggere i finanziamenti all’educazione in tempi di crisi. Il rapporto “Por ser niña” propone 9 anni di educazione di qualitá come la chiave per tutelare e promuovere i diritti delle bambine all’educazione e per permettere che le bambine e le giovani donne svolgano un ruolo significativo all’interno delle loro comunitá. Uno studio realizzato in otto Paesi fra il 1987 ed il 1999 arrivó alla conclusione che l’educazione delle bambine a partire dalla scuola secondaria é il fattore piú rilevante per determinare se avranno il loro primo figlio durante l’adolescenza. É precisamente in questa delicatissima fase della vita che sembra che le opportunitá della vita si aprano per i bambini e si chiudano per le bambine. L’educazione secondaria inoltre, fornisce le conoscenze necessarie per proteggersi dall’HIV, dall’abuso sessuale e dal traffico di essere umani. Al giorno d’oggi non esiste un luogo nel mondo dove le donne godano della stessa considerazione degli uomini. Molte violazioni dei diritti dell’infanzia hanno le loro radici in questa disuguaglianza. In Nigeria il 71% delle donne senza educazione credono che la violenza sia giustificata quando una donna esce di casa senza avvisare il marito.

(firma affinché tutte le bambine possano ricevere un'educazione)

20 novembre 2012

La marcia di Esculapio


Gli specialisti costituiscono il cuore del nostro sistema sanitario. Il controverso concetto di meritocrazia, che tanto va di moda nel nostro Paese ma di cui pochi conoscono l'origine, prevede che per accedere ad una scuola sia troppo spesso necessario immolarsi gratuitamente alle dipendenze di qualcuno per un periodo di tempo variabile in attesa del concorso. Ovviamente sperando nel frattempo di non essere scavalcati dal raccomandato dell'ultima ora. Molte scuole di specializzazione soprattutto nel meridione si sono trasformate in veri e propri feudi totalmente isolati dal resto d'Italia. Meritocrazia é una bella parola ma risulta assolutamente vuota (rischiando di ottenere l'effetto contrario a quello sperato) se non applicata in un contesto che garantisca pari opportunitá per tutti. L'unico modo per ottenerlo é attraverso un concorso unico nazionale, e quindi non manipolabile a livello locale. Tale concorso prevede un esame unico per tutti sulla base del quale viene stilata una classifica. I medici a seconda della loro posizione avranno la possibilitá di scegliere l'una o l'altra scuola fino ad esaurimento posti. Semplicissimo e distruggerebbe definitivamente una delle forme in cui si esprime la mentalitá mafiosa nel nostro Paese. In Spagna si svolge esattamente cosí e funziona benissimo. Attualmente in Italia ogni scuola bandisce il suo concorso (totalmente arbitrario e spesso truccato) con la conseguente pioggia di raccomandazioni, anche da parte di esponenti della Chiesa. E cosí ci ritroviamo tutti i figli di "qualcuno" ricercatori universitari a 34 anni e le scuole sbarrate per la maggior parte dei comuni mortali. Bella schifezza di sistema. In alcune scuole di specializzazione esistono addirittura liste di attesa (anche di anni), come se il fatto di doversi presentare ad un concorso passasse totalmente in secondo piano. Tutto questo porta inevitabilmente allo sfruttamento del medico specializzando in quanto eterno debitore nei confronti di colui che, almeno in teoria, sará suo maestro. Un concorso unico nazionale insieme all'abolizione degli esami di specializzazione (altro elemento fondamentale per fare in modo che i medici non siano piú ricattabili) avrebbe come conseguenza la fine della sudditanza dei medici rispetto ai direttori delle scuole i quali non avrebbero piú la possibilitá di filtrare i candidati. Ne deriverebbe inoltre, un maggior interesse da parte di tutti (non sapendo il candidato in quale scuola realizzerá il suo corso di specializzazione) affinché venga garantito un adeguato livello di formazione nelle scuole su tutto il territorio nazionale. In poche parole, nel giro di pochi anni, avremmo specialisti meglio formati e molto meno frustrati.

17 novembre 2012

La scatola magica



Riguardo la questione della partecipazione degli eletti del movimento alle trasmissioni televisive mi sento di essere dalla parte di chi non é per niente convinto che tale presenza garantisca un confronto equo fra le parti o che sia indispensabile ai fini del contraddittorio. Dovrebbero essere altre le sedi, il Parlamento per esempio, dove far valere le proprie posizioni. Mi rendo conto che in Parlamento, lontano dai riflettori, non vi sia molto interesse a confrontarsi e l'aula spesso semideserta ne é la prova.
La televisione é per definizione un mezzo che distorce la realtá e che mette splendidamente in evidenza le doti di commediante di chi vi partecipa. Non si puó essere autentici al 100% davanti alla telecamera. La televisione é un efficacissimo strumento della vecchia politica, non credo che ne abbiamo bisogno per portare avanti il programma del movimento. Persino Servizio Pubblico, che inizialmente avevo appoggiato, si é poi rivelato un ricovero per gente che non riusciva piú a far vedere la propria faccia in giro senza essere insultata. Non dovrebbe essere imposto ai rappresentanti del M5S di non partecipare alle trasmissioni televisive, dovrebbe essere piuttosto naturale per qualcuno che vuole rappresentare una forma totalmente nuova di fare politica, sentirsi a disagio in quell'ambiente. Non si conserva la propria credibilitá attraverso spettacolari confronti politici all'americana ma piuttosto mantenendo le promesse, servendosi degli straordinari mezzi che offre la rete e delle dichiarazioni ufficiali dei portavoce del movimento. Se esponenti del PDL o del PD meno L ardono dal desiderio di esprimere pubblicamente la loro soddisfazione per gli splendidi risultati raggiunti e la loro convinzione per quelli che raggiungeranno si accomodino. Il nostro obiettivo non é quello di accumulare momenti di gloria né di sventolare orgogliosi inaspettate percentuali. L'unico fine per cui esistiamo é quello di lavorare al servizio del Paese, nell'ombra se necessario, ricordando che i piú grandi successi in Italia sono stati ottenuti in lugubri uffici-bunker da uomini che non amavano le telecamere ma che sicuramente sapevano fare il loro mestiere.